Manfredi I di Chiaramonte

Manfredi Chiaramonte "il Vecchio", conte di Modica [metà XIII sec. – ?1321]

1. Origini e famiglia
Nobile siciliano, figlio primogenito di Federico Chiaramonte e Marchisia Profoglio. La famiglia non era ancora potente alla sua nascita, intorno alla metà del 1200. Le sue fortune iniziarono proprio con lui e col fratello Giovanni, sfruttando il caos dei Vespri Siciliani per entrare nella nuova corte aragonese. Il patrimonio iniziale venne soprattutto da sua madre Marchisia: ereditiera agrigentina che portò in dote feudi come Favara, Comiso, Mussaro, Racalmuto, Siculiana e il casale di Caccamo, donato a Manfredi prima del 1300.

2. L’ascesa: la contea di Modica
Il salto decisivo avvenne con il matrimonio con Isabella Musca, figlia del conte di Modica. Dopo essersi schierato con Federico III d’Aragona contro Giacomo II nel 1296, Federico III gli concesse la contea di Modica con Ragusa e Scicli, confiscata ai Musca. Divenne anche siniscalco regio, cioè amministratore della casa del re e dei beni demaniali.

3. Ruolo militare e politico 1296-1302
Fu protagonista della guerra contro Angioini e Giacomo II: riconquistò Pietraperzia nel 1299, combatté a Falconara il 1° dic. 1299 dove fu catturato Filippo di Taranto, e riprese Ragusa nel 1301. Con la pace di Caltabellotta del 1302 ebbe quasi 10 anni di pace per amministrare i suoi beni.

4. La missione imperiale 1312-1313
Federico III lo inviò da Enrico VII di Lussemburgo. A Roma nel giugno-luglio 1312 firmò l’alleanza anti-angioina e ricevette feudi imperiali. Nel 1313 tornò in Italia con galere, cavalieri e 60.000 fiorini per sostenere l’imperatore, fu nominato vicario imperiale di Pisa e ricevette altri 1.500 fiorini annui. Rientrato in Sicilia ad agosto 1313, apprese della morte di Enrico VII a Buonconvento. Ultime notizie: partecipò al Parlamento di Terranova nel gennaio 1314 e firmò l’armistizio con Roberto d’Angiò nel dicembre 1314. Morì probabilmente prima del 1317, data in cui il fratello Giovanni è già siniscalco.

5. Eredità e discendenza
Da Isabella Musca ebbe Giovanni, suo successore nella contea, e Costanza, sposata a Francesco Ventimiglia. Con lei iniziò la rivalità tra Chiaramonte "latini" e Ventimiglia "catalani" che segnò il Trecento siciliano. Non costruì lo Steri di Palermo, ma avviò il palazzo chiaramontano ad Agrigento, detto anche "steri". Nel testamento lasciò erede il figlio Giovanni, e in subordine il nipote Manfredi, figlio di Giovanni fratello. Fu proprio quest’ultimo Manfredi a riunire tutto il patrimonio nel 1347.

"Manfredi I, rifondatore, tra l'altro, della città di Chiaramonte"

Esperienze collegate

Esperienza multisensoriale a Chiaramonte Gulfi, città dell’olio e di Manfredi I di Chiaramonte (cod. 2702-01)

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